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La prolifica penna del giornalista, scrittore e autore S.I.A.E. per la parte letteraria Vincenzo Pitaro. Leggi la sua biografia, i suoi articoli culturali, la sua narrativa, le poesie dialettali, satirico-dialettali e non, le sue pubblicazioni, la rassegna stampa, ecc.

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Per la mistica di Paravati scomparsa, i fedeli chiedono il processo di  beatificazione
Su Natuzza Evolo, ora parla il dossier

di Vincenzo Pitaro

 Un voluminoso dossier. Sono davvero innumerevoli le testimonianze e gli aneddoti che arricchiscono la personalità di Natuzza Evolo, la donna di Paravati che per più di mezzo secolo ha strabiliato il mondo intero con le sue intense e frequenti visioni soprannaturali, i suoi fenomeni di bilocazione e di emografia, le sue conversazioni con Gesù e con la Madonna, gli intrattenimenti con gli angeli e con i defunti, le stimmate durante la quaresima, le tremende persecuzioni diaboliche, ecc.

L’intero incartamento è custodito presso la Diocesi di Mileto e dovrebbe da qui a poco essere analizzato. Da esso traspaiono indizi, cautele, manifestazioni esteriori, sentimenti e persino certificazioni mediche che attestano, ad esempio, di «aver trovato Natuzza, a letto, il Venerdì Santo, in uno stato di agitazione e di sofferenza, con visibili lesioni sanguinanti sulla fronte e sul cuoio capelluto, che facevano pensare alle ferite inferte sul capo di Gesù dalla corona di spine». Ci sono fedeli che sostengono di essere riusciti, tramite la donna di Paravati, a parlare con i loro defunti in Paradiso o con le Anime del Purgatorio; altri che affermano di averla vista apparire e scomparire improvvisamente nella loro abitazione o di essere guariti miracolosamente grazie alla sua provvidenziale intercessione.

I messaggi sacri (segni di una medianità particolare) apparivano sul corpo della donna, sotto forma di immagini e di figure mistiche, per mezzo di trasudazioni ematiche non spiegabili scientificamente. Inconfutabili scritture a sangue che riproducevano passi della Bibbia, inni, motti religiosi, salmi, sentenze, versetti e preghiere, non soltanto in italiano, ma anche in latino, greco ed ebraico. Comparivano sulle lenzuola, sui cuscini, sui suoi indumenti e sui fazzoletti applicati sopra la sua pelle trasudante sangue. Tutti simboli del Cristianesimo, quali croci, corone di spine, cuori, calici, ostie, estensori raggiati, raffigurazioni di Gesù e della Madonna, di angeli, di santi aureolati e di figure oranti.

La prima manifestazione del fenomeno si verificò verso la fine del 1938. Natuzza aveva pressappoco quattordici anni e prestava servizio, come aiuto domestica, presso una famiglia di Mileto. In quella circostanza, la ragazza avvertì improvvisamente un inspiegabile bruciore al piede e si accorse che, attraverso i forellini della scarpa, usciva del sangue schiumoso. Il fenomeno delle trasudazioni ematiche le si ripresentò altre volte in seguito, sulle mani, sul volto, sul petto e sulle spalle. Tuttavia, dalle accurate visite mediche effettuate, Natuzza risultava - di volta in volta - perfettamente sana. Fin qui, dunque, nessun clamore.

L’evento straordinario (accertato e documentato) avvenne poi il 29 giugno del 1940, giorno della Cresima di Natuzza, avvenuta nella Cattedrale di Mileto. La ragazza, dopo aver ricevuto il Sacramento si accorse di avere le spalle bagnate. Peraltro, mentre faceva la Comunione, aveva trasudato sangue dal volto; ne era caduta a terra una goccia che, asciugata con un fazzoletto, aveva dato luogo alla scritta: «Gloria al Sacro Cuore di Gesù». La sua camicia interna risultò bagnata di sangue con il liquido ematico che aveva formato una grande croce sulle spalle. La camicia fu subito prelevata da monsignor Francesco Pititto e mostrata al vescovo della Diocesi dell’epoca, mons. Paolo Albera». Del prodigioso evento, il prelato informò prontamente padre Agostino Gemelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, di Milano. Fu informata anche la Santa Sede, ma dal Vaticano risposero con la tradizionale cautela, imponendo il silenzio.

Una donna, dunque, in «odore di santità»? Natuzza (nata il 24 agosto del 1924)rispondeva così a chi le diceva di essere stato miracolato: «I miracoli li può compiere solo il Signore. Io sono una sua umile serva e posso soltanto pregare!».

Spetta ora alla Santa Sede, stabilire se Natuzza Evolo, la più grande mistica del Terzo millennio, scomparsa il 1° novembre 2009, giorno di Ognissanti, all’età di 85 anni, merita di essere elevata all’onore degli altari. È l’unica ad avere l’autorità e la competenza per dire se dovrà ora aprirsi per Natuzza - l’«umile serva del Signore», come ella stessa si definiva -  l’istruttoria per la beatificazione.

Intanto, sono decine di migliaia i pellegrini che da ogni parte d'Italia continuano a recarsi in pellegrinaggio nella frazione di Mileto. Per loro non ci sono dubbi: «Natuzza è già in Paradiso e prega per noi».

© SIAE www.vincenzopitaro.it


Sulla mistica di Paravati di Mileto, il giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro, di Gagliato, ha pubblicato vari articoli sulle pagine culturali di quotidiani e riviste.

 A beneficio degli studiosi che intendessero effettuare eventuali ricerche sul personaggio calabrese presso le emeroteche o le biblioteche, ne facciamo qui menzione di alcuni:

1) Vincenzo Pitaro: «Natuzza, l’umile serva del Signore che apre il cuore alla speranza», Gazzetta del Sud, Cultura, pagina Cultura, Giovedì 18 Ottobre 2007

2) Vincenzo Pitaro: «Su Natuzza adesso parla il dossier», Gazzetta del Sud, pag. Cultura, Domenica 15 Novembre 2009

Altri particolari, negli archivi di: www.gazzettadelsud.it o nel website del giornalista, www.vincenzopitaro.it

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