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Amministrazione Comunale: Chi è causa del suo mal pianga se stesso

   


E’ proprio il caso di dirlo!

Ma il sindaco di Soverato, Raffaele Mancini, ritiene di non avere responsabilità sull’attuale stato di difficoltà dell’Amministrazione Comunale. E per questo chiama in causa il proprio partito, il PDL.

Dimentica però che questa amministrazione, PDL-UDC, che deriva da un vecchio accordo tra FI, AN, UDC , dopo la creazione del PDL non è mai passata attraverso il partito sia pure per una semplice consultazione. Buon senso avrebbe voluto che prima di ogni passo ci fosse il necessario raccordo con il partito, garantendo perciò passaggi essenziali nel gioco della politica.

Va poi ricordato che Mancini, senza tenere in alcuna considerazione il partito che l’ha candidato alle regionali, ha ritenuto di offrire la candidatura  di futuro sindaco della città ad un esponente del FLI, nel pieno disprezzo degli indirizzi provenienti dal PDL nazionale.

Il resto va ricercato nel dopo elezioni regionali, con il deludente risultato elettorale di Mancini. Addossa responsabilità che sono solo proprie a soggetti che gli hanno sempre garantito sostegno e lealtà.

La conseguenza di tutto ciò è un’attività amministrativa che stenta ad avere  senso ed organicità, che mostra limiti palesi e che spesso non guarda agli interessi della collettività.

Una politica strana che lascia disorientati quanti hanno un minimo di buon senso e che desta grande preoccupazione nella società civile di Soverato.

Si pretende di imporre a colpi di maggioranza atti, iniziative ed operazioni senza confronto, discussione e chiarezza, nel solo intento di confermare un potere fine a se stesso e privo di spessore. Chi ha un proprio pensiero, lo esprime e propone qualche distinguo  viene censurato e fatto oggetto emarginazione.

Alcuni esempi.

 I ripetuti immotivati ostacoli frapposti all’organizzazione della nuova gestione teatrale seguita dall’assessore Sonia Munizzi, che hanno messo in discussione sino all’ultimo la sua realizzazione e che oggi riscuote grandi consensi.

Il tentativo di emarginare l’ass. Munizzi dall’attività amministrativa evitando di informarla sullo svolgimento delle sedute di giunta.    

 La pretesa di voler far votare il piano casa senza mettere a disposizione i necessari elaborati tecnici: la dice lunga il fatto che  nella seduta di ottobre che doveva trattare il piano non v’era consigliere che fosse a conoscenza del piano stesso. Il cambio in corsa degli elaborati tecnici ne è una conferma. Il mantenimento di previsioni che in pubblica riunione il Sindaco definì in mal modo  ne è la sublimazione.

La trattazione in Consiglio Comunale del regolamento di gestione del teatro voluto dall’ass. Munizzi ed in assenza della stessa è dimostrazione  del rispetto e della considerazione che  Mancini nutre nei confronti  dei componenti della maggioranza.

E che dire del partito.

Il PDL è un partito aperto, attivo e strutturato, che intende discutere con chiarezza costruttiva dei problemi e delle prospettive di Soverato, che si propone un percorso politico virtuoso senza condizionamenti e tentennamenti.

Mancini al contrario vuole imporre il proprio pensiero e le sue decisioni a prescindere da opportunità e buon senso, senza discussione e vincoli di partito,  sulla testa dei cittadini che già scontano le gravi difficoltà conseguenti ad una difficile situazione economica aggravata   da un persistente crisi amministrativa e sociale.

Dispiace per amici del PDL, tra l’altro consiglieri comunali, che per i motivi più disparati non sempre plausibili e credibili soggiacciono irritualmente alla volontà di Mancini.

 Il Sindaco non può pensare di utilizzare il PDL di Soverato nei propri disegni senza mai aprire un confronto chiaro e sereno sulle problematiche esistenti.

 Un chiaro esempio è il porto. Solo sei mesi fa prima delle elezioni regionali Mancini dichiarava la propria indisponibilità a prevedere la realizzazione del porto sia per insufficiente utenza turistica sia per paura della potenziale erosione costiera.

Non si sa che cosa è cambiato nel frattempo. Certo è che di questa nuova iniziativa con cambio in corsa Mancini non ha sentito l’esigenza di rendere partecipe né  il partito  né il consiglio comunale.

E’ facile capire che se Mancini intende procedere in tutta autonomia e senza chiarezza, cercando poi dispettosi accordi capestro con la minoranza, non può certo aspettarsi sostegno dal partito e da quei consiglieri che hanno dimostrato sul campo capacità, indipendenza  e correttezza.  

E quando Mancini ed i suoi fedelissimi lasciano intravedere minacciosi  accordi trasversali per mera gestione del potere, il PDL al contrario continua a lavorare senza timori e clamori per la costruzione di una squadra di qualità che sappia risolvere la pesante eredità del dopo Mancini.

Fallita la fase dell’affabulazione,  a Mancini non resta che fare finta di ironizzare sui presunti dissidenti. Il risultato di questa politica è che Mancini oggi è minoranza in consiglio comunale e per andare avanti si svende alla minoranza consiliare , che dispone  a proprio piacimento sugli atti proposti, col beneplacito di un Presidente del Consiglio che:

-      rimandava i consigli comunali quando vi era  l’indisponibilità dei consiglieri di minoranza mentre oggi li spinge nonostante l’indisponibilità giustificata di autorevoli consiglieri di maggioranza;

-      si rende parte attiva nella formazione di commissioni proposte dalla minoranza e che escludono i legittimi rappresentanti al ramo della maggioranza:

-      garantisce votazioni  con la presenza di consiglieri incompatibili senza sentire il bisogno della tutela del diritto, della legalità e della tutela degli interessi della comunità.

Sa tanto di tentativo di rivalsa.

A Mancini non resta altro  ironizzare sui presunti dissidenti, che non farebbero parte della sua squadra, non si conosce quale sia e a cosa sia deputata, forse a umiliare e svilire ulteriormente la Città di Soverato: i cittadini di Soverato hanno perso anche il gusto dell’ironia su questo modo di fare politica  e visti i gravi problemi con cui   devono confrontarsi e di cui il sindaco porta certamente più di una  responsabilità.  

E’ certo che al momento giusto la città saprà fare le proprie valutazioni.

 Giovani PDL per Soverato

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