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Rubrica di Salute & Benessere a cura di Filippo Apostoliti

Numero 20 - Per eventuali Richieste e Consigli scrivere a: info@soveratoweb.it


   


Come funzionano il pronto soccorso ed il 118 ?

Una bella domenica assolata, un pranzo luculliano appena smaltito e proprio quando stiamo per metterci in panciolle sul divano ecco arrivare addosso una fitta dolorosa mai sentita prima.

Neanche il tempo di un caffé e ci ritroviamo all’ingresso del Pronto Soccorso con gente che entra ed esce, muniti di documentazione medica di eventuali patologie di cui si è affetti e tessera sanitaria.

Ma che succede quando arriviamo al Pronto Soccorso?

 

Riconosciamo (o almeno dovremmo!) aree diverse:

 

 

 E’ la zona in cui il personale infermieristico dovrebbe essere pronto a rispondere alle nostre prime necessità, come ad esempio fornirci una carrozzina o una barella.  

 

 

E’ la zona nella quale troveremo un infermiere che registra il nostro nome e cognome, al quale racconteremo i sintomi, forniremo eventualmente una documentazione medica,  e che in base ai protocolli definiti dal Ministero della Sanità valuterà la priorità con cui dovremo essere visitati dal medico, fornendoci un codice di gravità riconoscibile dal colore.

CODICE ROSSO

 Emergenza: pericolo di vita, trattamento immediato.

CODICE GIALLO

 Urgenza: possibile pericolo di vita e rischio di peggioramento, trattamento entro 30  minuti circa.

CODICE VERDE

 Urgenza limitata: assenza di rischio, trattamento differibile con tempo di attesa variabile.

CODICE BIANCO

 Non urgenza: trattamento dopo tempo di attesa variabile. I tempi di attesa sono condizionati dalla presenza di codici gravi o di grande affluenza.

Le linee guida del Ministero prevedono che spetterebbe all’infermiere stesso la rivalutazione periodica delle priorità, ma non accade quasi mai.

In attesa di sapere che ne sarà della nostra domenica, sarà meglio avere la premura di avvisare l’infermiere se le nostre condizioni dovessero peggiorare oppure, perché no, migliorare.

Quando finalmente ci ritroviamo davanti al medico quali sono le possibili situazioni?

 

 

I tempi di permanenza all’interno del Pronto Soccorso dipendono dalla gravità del caso e solo dopo aver effettuato i necessari accertamenti, il medico stabilirà cosa rimane della nostra domenica. E’ indispensabile ricordarsi di segnalare sempre i farmaci abitualmente assunti e le eventuali allergie sofferte.

Dopo la visita, il medico potrà scegliere:

·               accertamenti urgenti, come gli esami del sangue, esami radiologici o strumentali, visite specialistiche;

·               terapie urgenti, come la somministrazione di farmaci, trasfusioni, interventi chirurgici;

·               ricovero in reparto;

·               dimissione dopo accertamenti senza ulteriori indagini. In tal caso, ci sarà consegnata la documentazione clinica, contenente la diagnosi, la terapia praticata e consigliata, l’esito degli accertamenti eseguiti, l’indicazione ad altri controlli eventuali non urgenti su prescrizione del medico di famiglia, la prognosi di malattia nei casi richiesti dalla legge.

Poniamo il caso di non essere in grado di andare direttamente al Pronto Soccorso, e decidiamo di richiedere il soccorso sanitario a casa, sempre che la situazione sia urgente e grave.  Quindi digitiamo il 118.  

Ma come funziona il 118?

Il 118 è il numero telefonico per tutti i casi di richiesta di soccorso sanitario urgente. Può essere chiamato da qualsiasi telefono, fisso o cellulare. I cellulari sono abilitati a effettuare chiamate verso il 118 anche se la scheda non ha più credito. Se si chiama da una cabina telefonica non è necessario avere monete.

Il 118 svolge la sua attività in due modi.

Come Centrale Operativa alla quale rivolgersi per il soccorso e prevede diverse fasi:

·               ricezione della chiamata telefonica

·               attribuzione del codice di gravità

·               invio del mezzo di soccorso adeguato alle necessità del paziente

·               supervisione dell'intervento

·               destinazione del paziente all’ospedale

Come Emergenza Territoriale quando interviene direttamente sul luogo in cui vi è necessità come un incidente stradale.

Anche per il corretto utilizzo del 118, il Ministero ha stabilito delle linee guida di condotta che ognuno di noi dovrebbe osservare. Vediamole insieme:

 

 

·               comporre il numero telefonico 118

·               rispondere con calma alle domande poste dall’operatore

·               fornire il proprio recapito telefonico

·               spiegare l’accaduto (malore, incidente, etc.)indicare dove è accaduto (Comune, via, civico)

·               indicare quante persone sono coinvolte

·               comunicare le condizioni della persona coinvolta: risponde, respira, sanguina, ha dolore?

·               comunicare particolari situazioni: bambino piccolo, donna in gravidanza, persona con malattie conosciute (cardiopatie, asma, diabete, epilessia, etc.)

·               lasciare libero il telefono utilizzato per chiamare i soccorsi: si potrebbe essere contattati in qualsiasi momento dalla Centrale Operativa per ulteriori chiarimenti o istruzioni

Qualunque  sia il modo in cui decidiamo di farci assistere, dobbiamo tenere sempre presenti i diritti che devono esserci riconosciuti e i doveri ai quali dobbiamo attenerci.  A tal proposito, esiste una Carta dei Diritti e dei Doveri del malato. Vediamo alcuni esempi riferendoci al Pronto soccorso.

 

 

Ogni cittadino/malato ha diritto a:

Qualità e adeguatezza dell'assistenza

a una diagnosi accurata e coscienziosa e ad usufruire di un'assistenza sanitaria tempestiva e qualificata, senza essere fatto oggetto di forme di discriminazione o di clientelismo

·       ad essere assegnato al reparto giusto; ad essere ricoverato in stanza riservata in caso di malattie gravi o contagiose; ad avere, in ogni posto letto, campanelli di allarme funzionanti e a ricevere sollecita risposta alle chiamate

·       ad avere un'assistenza medica e infermieristica adeguata per numero di operatori, per la loro professionalità, e per la loro disponibilità e cortesia

·       per tutta la degenza garantire il contatto e la collaborazione con i medici ospedalieri e il medico di base

·       a dimissioni ospedaliere che siano disposte dagli stessi medici che lo hanno seguito fin dal ricovero, con adeguata comunicazione al medico di base.

eliminazione degli sprechi di tempo e di denaro

§  a non fare lunghe file di attesa

§  al controllo dei sistemi di accettazione e delle liste di attesa, per evitare forme di clientelismo o discriminazione

§  ad effettuare esami e accertamenti e ricevere i relativi esiti, in breve tempo ed evitando il rischio di scambi di persone nella consegna dei referti

rispetto della dignità e dei diritti della persona

·      al rispetto della propria dignità, intimità, pudore e riservatezza

·      ad essere trattato con cortesia e umanità, senza fretta e senza arroganza

·      alla segretezza sul motivo del ricovero o della visita e sulle dichiarazioni rese agli operatori sanitari e alla segretezza della propria cartella clinica nei confronti di persone estranee

·      a mantenere il proprio vestiario e, se non quando sia strettamente necessario

·      a poter disporre, nelle sale di degenza, di tende o di paraventi per garantire la privacy ogni volta se ne presenti la necessità

·      ad avere riconosciuta una effettiva parità, indipendentemente dalle differenze di sesso, età, cultura, lingua, religione, nazionalità o condizioni sociali

·      al rispetto per la propria fede e alla possibilità di una assistenza religiosa, qualora essa venga richiesta;

informazione
 

§  ad avere informazioni corrette, chiare ed esaustive sulla diagnosi e sulla terapia della propria malattia, sulla durata delle cure e sui possibili disagi e pericoli connessi

§  ad avere a disposizione una cartella clinica, chiara e leggibile, contenente tutte le informazioni indispensabili sulla sua malattia e sulle cure praticate, e a poterne ottenere copia subito dopo le dimissioni

§  a fornire informazioni agli operatori circa la propria malattia, mettendo in evidenza i sintomi e fornendo indicazioni utili alla diagnosi e alle cure

§  a poter identificare il personale attraverso cartellini di riconoscimento, leggibili, con fotografia, e con l'indicazione del nome, cognome e qualifica (quando decidete di parlare con un operatore verificate sempre che abbia il cartellino, in caso contrario e prima di parlare pregatelo di qualificarsi. In caso di diverbio, state certi che poi non si qualificherà)

comfort

·      a vedere rispettate le elementari norme igieniche nelle sale di degenza, nei luoghi di soggiorno, nei bagni e nelle docce;

·      trascorrere la propria degenza ospedaliera in ambienti in cui sia possibile rispettare la dignità e la riservatezza della persona. Non quindi in corsie affollate, oppure sistemato in brandine o in barelle, ma in stanze fornite di arredamento funzionale e confortevole;

Può apparire quasi fastidioso leggere questa sequela di diritti, visti i casi di malasanità ai    quali assistiamo ogni giorno, ma credo che alcuni di questi casi si sarebbero potuti evitare se in certe situazioni avessimo saputo che ci spettava qualcos’altro. Questo non esclude però che anche noi malati dobbiamo tenere un comportamento consono nei confronti del personale sanitario. Vediamo allora la parte della Carta che tratta i doveri del malato.

 

 

Ogni cittadino/malato ha il dovere di:

·     di mantenere un comportamento responsabile, in ogni momento, nel rispetto e nella comprensione dei diritti degli altri malati, e con la volontà di collaborare con il personale medico, infermieristico, tecnico e con la direzione sanitaria

·      di tenere al rispetto degli ambienti, delle attrezzature e degli arredi che si trovano all'interno delle strutture sanitarie, considerandoli patrimonio di tutti, e quindi anche propri (non lamentiamoci delle strutture sporche perchè molte volte siamo noi stessi a sporcare)

·    di evitare qualsiasi comportamento che possa creare situazioni di disturbo o disagio agli altri degenti (rumori, luci accese, radioline o televisore con volume alto, ecc.)

·    rispettare il divieto di fumare. Il rispetto di tale disposizione è un atto dovuto nei confronti degli altri e contribuisce a mantenere un ambiente più sano per tutti

·    assumere informazioni, nei tempi e nelle sedi opportune dell’organizzazione della struttura sanitaria in zona (ricordate il caso della madre che in preda alle doglie decise di raggiungere il vicino Ospedale di Trebisacce? Ma il reparto di Ostetricia e Ginecologia era chiuso da un anno e dovette dirigersi a Rossano e da qui a Cosenza. Nel frattempo la sua placenta si staccò e la neonata morì.)

Chiunque ritenga di aver subito un torto potrà rivolgersi al Tribunale per i diritti del malato. Di seguito trovate i nostri: 

Catanzaro  c/o Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio
Responsabile: Emilia Celia

Soverato  c/o Ospedale Civile
Responsabile: Vincenzo Nesci

Alla fine del nostro tour al Pronto Soccorso dobbiamo pagare qualcosa?

L’assistenza del Pronto Soccorso ci costa?

Non sono soggette al pagamento del ticket le prestazioni che:

§  rientrano nella condizione dell’emergenza-urgenza e sono riferite ad eventi che compromettono l’integrità del soggetto

§  non sono risolvibili dal medico di medicina generale, dalla guardia medica o negli ambulatori specialistici

§  si riferiscono a fatti o traumi accaduti poco tempo prima dell’accesso al Pronto Soccorso.

In altri casi la prestazione si paga. In alcuni Pronto Soccorso pare che la riscossione del ticket avvenga prima della soccorso sanitario. A mio parere è sbagliato, perchè la valutazione dell’infermiere nell’Area Triage non sostituisce l’esame del medico, in quale potrebbe anche riconsiderare il codice di gravità e far diventare il caso in esame ad esempio da bianco a rosso, e magari nel frattempo il malato ha già pagato il ticket.  

Concludo con un caso di malasanità al Pronto Soccorso, ma al contrario.

Qualche tempo fa, uscì sui giornali questa notizia: all’Ospedale Santa Scolastica di Cassino,

una donna di 56 anni e' deceduta dopo che sarebbe rimasta ben otto ore al pronto soccorso con uno stato di affaticamento respiratorio e dolori al petto. Una volta concluso l'iter di accertamenti i medici avrebbero stabilito il suo ricovero nel reparto di ortopedia. Mentre la signora, residente a Cassino, veniva trasferita ai piani superiori, e' stata colta in ascensore da un improvviso infarto ed e' morta. In ospedale sono immediatamente arrivati i carabinieri della Compagnia di Cassino che ora dovranno accertare quanto accaduto.

Come finì? Alla fine, si scoprì che i parenti non avevano parlato di una caduta della signora e i medici scrupolosi impiegarono tutto quel tempo per capire che la signora aveva una frattura piccola e si era formato un embolo che le causava il dolore al petto.  Come a dire che non sempre è veramente colpa della Sanità se qualcosa non va nel verso giusto.

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